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1720 Il Castello di Monteriggioni

Le Origini
Perocchè come in su la cerchia tonda
Monte Reggion di torri si corona,
Così la proda, che’l pozzo circonda, ...
- DANTE Inferno C. XXXI -


Antico insediamento prima etrusco e poi romano Monteriggioni è nota fin dal XI secolo come tappa della via Francigena in Toscana. Fu però Siena a trasformarla (togliendola al Vescovo di Volterra e all’Abate di Abbadia ad Isola) nell’imponente Fortezza a protezione del confine nord nelle guerre contro la nemica Firenze. Dominato da due porte, una detta “romea” che dà su Siena e l’altra che volge verso Firenze, il castello viene concepito con imponenti misure difensive, come le “carbonaie”, fosse che vengono tenute sempre piene di carbone pronto ad essere incendiato per impedire l’avvicinamento alle mura dei nemici. Visono inoltre torri, saracinesche e un “rivellino”, un secondo ingresso che fa da anticamera alla Porta Fiorentina. Più di una volta Firenze tenta invano di espugnare la città, tra il 1244 e il 1254 e nel 1269, quando i Senesi riparano a Monteriggioni dopo la loro sconfitta nella battaglia di Colle Val d’Elsa.
Nel XIV secolo il borgo rimane ancora saldamente in mano ai Senesi nonostante il flagello della peste ed un tentativo di occuparlo, perpetrato da un gruppo di esuli senesi nel 1383 e fallito per il non intervento di Firenze. Abbassate le mura ed eliminate le carbonaie, Monteriggioni modernizza le sue strutture e riesce ad uscire illeso dall’assedio del 1554 operato dall’esercito pontificio, alleato storico di Firenze. Poco tempo dopo però, il tradimento del capitano Zeti, che consegna la città ai Fiorentini senza combattere, fa capitolare il castello e spiana la strada alla definitiva conquista del senese da parte delle truppe medicee.
Gli abitanti della fortezza vengono umiliati e deportati e il territorio passa definitivamente sotto il dominio del Granducato di Toscana, rimanendovi fino all’Unità d’Italia. Nel corso dei secoli successivi il castello passa di proprietà notevoli volte fino ad essere acquistato nel 1720 dai Griccioli. In epoca moderna si è tramutato in libero comune, ma i Griccioli vantano ancora molti possedimenti sia all’interno delle mura che nel contado circostante.

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