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1760 La Tenuta di Montechiaro

Le Origini

La Tenuta di Montechiaro nel Comune di Siena sorge a 10 km dalla città del Palio. Comprende 160 Ha di terreno, di cui 10 di vigneti con 2000 piante di olivo intorno e il resto di seminativi; le splendide case coloniche facenti parte della tenuta vengono affittate durante la stagione estiva.

Posto su una ridente collina bagnata dal fiume Arbia ad est e dal torrente Bozzone ad ovest, Montechiaro fu uno dei comunelli delle Masse, cui la Repubblica senese aveva assegnato sin dal 1271 un podestà. Un secolo dopo la signoria vi fece costruire la torre che tuttora si vede nei pressi della villa.
Dell’antica parrocchia fortificata che appartenne ai canonici del Duomo fin da tempi remoti rimane oggi stesso assai poco: “Ora però se volgesi uno sguardo a Vico D’Arbia quel luogo non è più a guisa di un Forte; ma poche case ne circondano la Chiesa, per la maggior parte di moderna costruzione. La fortezza di Montechiaro non è che la predetta Villa dei Signori Bianchi di Siena, che forma il principale ornamento delle vicinanze. Gloria sia però agli esperti agricoltori di questi due villaggi , che coll’industria e con la mano ritrassero quei terreni, benchè sterili, dal loro squallore, ed ai proprietari che l’oro profusero ad abbellire i contorni con deliziose ville ed altri ornamenti, da far dimenticare quelle passate vicende, che ormai stanno registrate nella storia.”
La villa di Montechiaro fu fatta costruire nel XVIII secolo dalla famiglia Bianchi Bandinelli ed è poi passata alla famiglia Griccioli per successione attraverso il ramo materno. E’ un edificio di imponenti dimensioni: la facciata principale si apre sul giardino presentando due piani separati da marcapiani su cui si impostano semplice finestre rettangolari, protette da belle inferriate al piano terra. Il piano delle soffitte è scandito da finestrelle rettangolari più piccole. Al centro si apre il portale di ingresso, con arco a tutto sesto, motivo ripreso dalla finestra soprastante. La villa ha conservato integralmente l’aspetto che presentava anche al tempo del Romagnoli, che la ritrasse sullo sfondo del grande giardino e del boschetto attiguo.
La cappellina, oltre la strada, ha una facciata inquadrata da doppie lesene, concluse in alto dal timpano.
Uno degli aspetti più interessanti di Montechiaro è legato al nome dell’Alfieri, che qui dimorò durante i suoi soggiorni senesi: In questa villa fu ospite del culto Cav. Mario Bianchi il sommo tragico italiano, Alfieri, che vi verseggio il suo Oreste, stampato in Siena da Pazzini nel 1783 con altre sue tragedie”.

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